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Se avessi un ristorante, partirei da qui

Se avessi un ristorante, partirei da qui Questa settimana ho deciso di iniziare una nuova rubrica che potremmo chiamare “Se avessi…” (un ristorante, un negozio, un’attività specifica) oppure “Se fossi…” (un avvocato, un nutrizionista…). L’idea è quella di immergermi completamente in una realtà con cui mi piacerebbe collaborare e raccontare, passo dopo passo, cosa farei se dovessi gestirne la presenza online.   Oggi iniziamo con un grande classico: i ristoranti.   Mi piacerebbe molto gestire i contenuti di un ristorante, sia perché sono luoghi che frequento volentieri, sia perché trovo interessante provare a tradurre in immagini e parole l’atmosfera che si respira al loro interno.   Ogni locale ha una sua identità: può avere vibes rilassanti, romantiche, soffuse ed eleganti, perfette per una serata in coppia, oppure essere il posto giusto per un’uscita tra amici, dove si ride, si mangia in abbondanza e si respira un’aria conviviale. Ci sono ristoranti con spazi dedicati ai bambini, ideali per le famiglie, e altri più intimi e raccolti.   Raccontare questi aspetti è fondamentale per farsi trovare da persone in linea con quel tipo di esperienza.   Allo stesso tempo, gestire un locale richiede tempo, organizzazione e presenza costante. Durante il servizio è difficile fermarsi a creare contenuti, ed è comprensibile che il digitale passi in secondo piano.   Vediamo quindi, passo dopo passo, su cosa mi concentrerei se dovessi collaborare con un ristorante.   L’identità grafica. Mi fermerei un attimo a riflettere sull’identità del locale: quali sono i valori, cosa voglio trasmettere, a chi mi rivolgo. Valuterei eventualmente un restyling del logo, del menu e del materiale grafico, in modo che tutto sia coerente e rappresenti davvero il ristorante. Solo dopo aver costruito una base solida, passerei al mondo online. Ottimizzazione della scheda Google. Per un ristorante è fondamentale. Va curata e aggiornata costantemente: orari corretti, soprattutto durante le festività, foto nuove con una certa frequenza, risposte alle recensioni degli utenti. Valuterei anche la creazione di una piccola thank you card da consegnare al momento del pagamento, per invitare i clienti a lasciare una recensione. Le recensioni sono un elemento chiave per questo tipo di attività e aiutano a comparire tra i primi risultati. In parallelo, si può valutare qualche sponsorizzazione locale su Google per aumentare la visibilità. Un sito web semplice e funzionale Può essere anche una soluzione essenziale, come una pagina unica con menu scaricabile, veloce ed economica, oppure un sito più strutturato con eventi, menu stagionali e un sistema di prenotazione online. In ogni caso, il sito deve esserci. È spesso il primo posto dove le persone vanno a cercare informazioni: menu, foto, location e contatti, tutto in un unico punto. I social. Inizierei a raccontare il ristorante in modo semplice ed emozionale. Organizzerei uno shooting fotografico, realizzerei un video master e raccoglierei materiale su piatti, ambienti e persone. L’obiettivo è raccontare il locale per quello che è, senza forzature. Personalmente non apprezzo strategie basate su polemiche o trend poco coerenti con l’identità del posto. Sponsorizzazioni mirate su Meta. Imposterei campagne rivolte al pubblico in linea con il cliente ideale, nella zona di riferimento e nei momenti più adatti, ad esempio nei giorni precedenti al weekend o in occasione di eventi. Si possono anche pensare promozioni per i momenti di minore affluenza. Analisi dei dati. Il lavoro non finisce qui. I dati vanno osservati e interpretati, e nel tempo si aggiustano le strategie in base a ciò che funziona e a ciò che può essere migliorato. Il marketing non è qualcosa di statico, ma si evolve insieme all’attività. In sintesi: poche cose, fatte bene e curate.   Se vuoi più informazioni su questo tipo di servizi, puoi scrivermi a: info@csweblab.it.   A presto con un nuovo articolo, Claudia

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I miei preferiti di Marzo: strumenti e idee

I miei preferiti di marzo: strumenti e idee Marzo è stato un mese intenso dal punto di vista creativo. Progetti diversi, stimoli, continui, tante idee da rincorrere.   Ci sono stati momenti in cui mi sentivo iper-stimolata e lì ho capito che non avevo bisogno di nuovi tools e informazioni mirabolanti, ma avevo bisogno di rallentare e staccare, pur continuando a lavorare.   Ecco quindi alcuni dei miei preferiti che mi hanno aiutata in questo pazzo marzo: – Ritorno all’analogico Durante alcuni lavori crativi mi sono trovata a lasciare da parte computer e tablet per tornare a qualcosa di più semplice: sketchbook e matita. Ho silenziato le notifiche, mi sono sistemata alla scrivania, senza schermi e senza distrazioni e ho riacceso la mia creatività a costo zero. Ho ritrovato un modo diverso di pensare, più lento e libero. E spesso, anche se non sembra, anche più efficace.   – App FotoScan A marzo mi sono ritrovata a ricercare (beh si, anche perché è il trend del momento) l’effetto anni ’90,  quello delle macchine analogiche e del rullino sviluppato dal fotografo.     Per farlo ho scattato con la mia polaroid e ho trovato un app meravigliosa, FotoScan, che gratuitamente scannerizza foto fisiche senza quel fastidioso riflesso che di solito si crea facendo le foto alle foto. Utilissima anche per scannerizzare le nostro foto da bambini, perfette per un contenuto vintage ed emozionale.   – Centro per la Trasparenza Pubblicitaria Google Uno strumento semplice ma molto utile. Permette di vedere le campagne Google Ads attive di altri brand.   Non serve per copiare, ma per capire cosa funziona e cosa no. Come comunicano i miei competitor? Che tipo di messaggi utilizzano? Come si muove il mercato? E perché no, per vedere cosa fanno le aziende grosse (e cosa fanno i loro team di marketing).   – Libro “Nella carne” – David Szalay   Chi l’ha detto che per fare marketing bisogna leggere solo guide e manuali? Quelli vanno bene, spesso utili, ma ogni tanto bisogna tornare alle basi.   Per stimolare la creatività a volte serve solo usufruire della creatività, leggere, guardare film, vivere, disegnare, guardare quadri, visitare musei.   Ed eccoci qua, questo libro è la prova che a volte si può raccontare tanto con un linguaggio essenziale e asciutto.   Meraviglioso.   – Newsletter: Digital Journalism di Francesco Oggiano     Una delle poche newsletter che riesco a seguire con costanza, 5 minuti a settimana per rimanere aggiornati su notizie, trend, cambiamenti nel mondo digitale, con un linguaggio accessibile a tutti.   Una chiave di lettura per capire cosa succede nel mondo.   La newsletter è gratuita e si trova su Substack.   Non sono solo strumenti di lavoro. Sono piccoli elementi che, messi insieme, aiutano a lavorare meglio, a pensare in modo diverso e a trovare nuove idee. A volte la parte più utile del lavoro creativo non è fare di più, ma fermarsi un attimo e cambiare prospettiva.   A prestissimo con un nuovo articolo, Claudia  

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Davvero un sito web costa troppo?

Davvero un sito web costa troppo? “Fare un sito costa troppo.”   È una frase che sento spesso, soprattutto da piccole attività che stanno iniziando o che non hanno mai avuto una presenza online strutturata.  In realtà, non è sempre vero.   Spesso ci si immagina il sito web come un progetto complesso, lungo e costoso.Ma nella maggior parte dei casi, per iniziare, non serve tutto questo.   Un sito perfetto per chi inizia è il sito vetrina: un sito mono-pagina, graficamente accattivante, indicizzato bene nei motori di ricerca, essenziale ma efficace.   Un sito vetrina ben progettato deve essere: semplice curato chiaro E può richiedere un investimento iniziale relativamente modesto.   Vediamo nello specifico cosa non dovrebbe mancare in un sito vetrina.    1. Una hero section chiara La prima parte del sito è quella che fa la differenza.   Quando un utente entra, deve capire subito: chi sei cosa fai se sei nel posto giusto Una buona hero section unisce: titolo chiaro una frase che spiega il valore una grafica coerente con la brand identity Il trucco sta nel catturare l’attenzione e far capire come puoi aiutare l’utente nel più breve tempo possibile.   2. Una sezione servizi semplice Molte attività complicano questa parte. Descrizioni lunghe, tecniche, poco leggibili.   In realtà funziona molto meglio: dire cosa fai per chi lo fai che beneficio porti Poche informazioni, ma ben organizzate, e una call to action diretta e inequivocabile.   3. Una sezione “Chi sono” essenziale Le persone vogliono sapere con chi stanno lavorando e vogliono vedere l’essere umano che sta dietro al Brand.   Non serve scrivere una biografia lunga. Bastano: poche righe un tono naturale, il tuo una foto, tua o del team, vera (non immagini stock e non generate con AI) Serve creare fiducia, in maniera concisa e chiara. Questo è un ottimo punto in cui aggiungere i link ai social (linkedin, instagram, facebook…)   4. Un modulo di contatto semplice e chiaro Un sito non serve solo a informare. Serve a portare all’azione. Un form contatti efficace è spesso molto semplice: nome contatto messaggio Più è facile scrivere, più è probabile che qualcuno lo faccia. Se chiedi troppe informazioni, scoraggi l’utente.   5. Una struttura leggera Un errore comune è pensare che servano tante pagine, foto, grafiche, contenuti. In realtà, per un sito vetrina spesso bastano poche sezioni in pagina: Servizi Chi sono Contatti Meglio poche pagine fatte bene, ariose e che rendano la lettura agile e facile, che tante poco curate e caotiche.   Il punto non è quanto spendi, ma come progetti Un sito web non deve per forza essere complesso per funzionare. Molte piccole attività possono ottenere risultati concreti con un sito semplice, se progettato con attenzione. La differenza la fanno: chiarezza struttura esperienza utente Non il numero di pagine o le funzionalità. Basta una pagina con un design accattivante, che parli davvero della tua realtà, con tutte le informazioni essenziali per catturare l’attenzione dell’utente.   Conclusione Un sito vetrina può essere semplice, economico ed efficace. Inoltre, contribuisce a renderti più credibile e ad un aumentare la fiducia nei tuoi confronti.   Non serve partire da progetti enormi.Serve partire da qualcosa che funzioni.   E poi, nel tempo, si possono aggiungere sezioni e funzionalità se necessario.   Se vuoi capire come strutturare un sito adatto alla tua attività, una consulenza può aiutarti a definire le priorità prima di investire tempo e budget.   A prestissimo con un nuovo articolo, Claudia  

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Perché scelgo WordPress per la maggio parte dei siti che faccio

Perché scelgo WordPress per la maggior parte dei siti che faccio Quando si parla di creare un sito web oggi esistono moltissime piattaforme: Shopify, Wix, Squarespace e molte altre.   Sono strumenti validi e in alcuni casi possono essere la scelta giusta.   Ma nella maggior parte dei progetti su cui lavoro con piccole e medie attività, finisco quasi sempre per scegliere WordPress. Il motivo è semplice: permette di trovare un buon equilibrio tra flessibilità, autonomia e controllo dei costi.   Vediamo perché.   1. Permette molta flessibilità WordPress consente di creare velocemente la struttura di un sito, ma allo stesso tempo permette di intervenire con codice quando serve.   Questo significa che è possibile combinare: strumenti pronti personalizzazione tecnica Per chi sviluppa siti web questo è molto utile, perché permette di adattare il progetto alle reali esigenze dell’attività, senza essere troppo vincolati dalla piattaforma.   2. Il cliente può gestirlo in autonomia Un aspetto che considero molto importante è l’autonomia del cliente.   Con una breve formazione, chi gestisce l’attività può facilmente: aggiornare testi cambiare immagini pubblicare articoli aggiungere prodotti fare piccole modifiche ai contenuti Senza dover chiedere ogni volta l’intervento dello sviluppatore. Per molte piccole attività questo è fondamentale.   3. I costi sono più controllabili Molte piattaforme prevedono: abbonamenti mensili commissioni sulle vendite costi aggiuntivi per alcune funzionalità Con WordPress questo non succede. Ci sono i costi di hosting e, se necessario, qualche plugin premium, ma non ci sono percentuali sulle vendite o canoni obbligatori legati alla piattaforma. Nel lungo periodo questo può fare una grande differenza.   4. Il sito resta davvero tuo Un altro vantaggio importante è la proprietà del sito. Con WordPress il sito appartiene davvero al cliente. Se un giorno decide di cambiare sviluppatore o agenzia, il sito resta suo e può essere gestito da chi preferisce. Non è legato a una piattaforma proprietaria.   5. Può crescere insieme all’attività Un sito WordPress può partire come semplice sito vetrina e nel tempo evolversi. Si possono aggiungere: blog ecommerce sistemi di prenotazione integrazioni con newsletter o CRM Senza dover cambiare piattaforma ogni volta che il progetto cresce.   WordPress non è sempre la scelta giusta È importante dirlo: WordPress non è la soluzione ideale per ogni progetto.   Esistono casi in cui piattaforme come Shopify o altri strumenti più verticali possono essere più adatti.   Ma per molte piccole attività che vogliono un sito flessibile, gestibile e scalabile nel tempo, WordPress resta ancora oggi una delle soluzioni più solide. La scelta della piattaforma non dovrebbe mai essere casuale.   Dovrebbe sempre partire da una domanda semplice:di cosa ha davvero bisogno la tua attività?   A presto con un nuovo articolo, Claudia  

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